CHIRURGIA DEI TUMORI DELLA FACCIA E DELLA BOCCA

Tutte le strutture ed i tessuti che appartengono alla faccia e alla bocca possono essere interessati da patologia tumorale benigna e maligna. Tumori della cute delle guance, del naso, delle palpebre, delle orecchie o del cuoio capelluto. Tumori delle ossa facciali. Tumori della mucosa del cavo orale, della gengiva e della lingua.
La gestione delle problematiche oncologiche maligne richiede un approccio multidisciplinare tra il chirurgo e altre figure specialistiche tra cui oncologi e radioterapisti.
Il trattamento di queste patologie è fortemente correlato alle tecniche di chirurgia ricostruttiva per il ripristino del difetto conseguente all’asportazione del tumore sia esso piccolo o grosso.

La prevenzione e la diagnosi precoce sono gli aspetti fondamentali da osservare per ridurre la pericolosità, soprattutto delle patologie maligne.

 

Trattamento degli epiteliomi cutanei

A questa categoria appartengono due tipologie di tumori maligni della pelle: Basaliomi e Spinaliomi.
Sono i tumori maligni più frequenti della pelle. Le aree del corpo più frequentemente interessate sono quelle maggiormente esposte al sole. Questa predisposizione fa si che il viso sia una sede particolarmente coinvolta. I basaliomi hanno una malignità locale, cioè infiltrano le strutture adiacenti senza dare localizzazioni a distanza. Gli spinaliomi hanno una maggiore aggressività in quanto, oltre all’infiltrazione di tutti i tessuti circostanti, può coinvolgere i linfonodi loco-regionali o dare metastasi a distanza (es. polmone).
Ad oggi il miglior trattamento è ancora quello chirurgico, con una attenta analisi istopatologica dei margini del pezzo asportato e un corretto programma di controlli successivi al trattamento. Solo i casi più gravi richiedono un trattamento multidisciplinare combinato.

Trattamento del melanoma cutaneo

Questo tipo di tumore maligno origina dalla trasformazione delle cellule (melanociti) deputate alla produzione del pigmento cutaneo (melanina). Esso è fortemente correlato all’esposizione ai raggi solari per cui il viso è frequentemente interessato.
Ad oggi assistiamo  ad un incremento della frequenza di comparsa di questa patologia che può essere molto grave per cui la prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali. Appare spesso inizialmente come un nevo, ma con una evoluzione di aspetto e di dimensione differente. Ha tendenza sia ad infiltrare i tessuti circostanti sia a dare metastasi ai linfonodi loco-regionali che ad organi a distanza.
Il trattamento è chirurgico. Negli stadi avanzati è importante la possibilità di un approccio multidisciplinare.
Molto importante in questa patologia la possibilità di essere seguiti da una equipe si specialisti.

Trattamento delle lesioni benigne della cute – nevi

Le lesioni benigne della cute ed i nevi sono particolarmente frequenti a livello facciale. Hanno in genere una evoluzione lenta di carattere espansivo e non infiltrativo. Non danno metastasi e non pregiudicano la vita del paziente. Comunque non vanno sottovalutate perché in alcuni casi, per alcune tipologie di patologia, possono essere prodromi o “nascondiglio” di un tumore maligno o di una patologia generalizzata che non origina dalla cute. Non sempre è richiesto un trattamento chirurgico.
In particolare per i nevi e per alcune lesioni preneoplastiche è importante il monitoraggio dermatologico.

Trattamento delle cisti e lesioni sottocutanee

Anche il tessuto che si trova al di sotto della cute (pelle) può presentare delle lesioni. Spesso appaiono come dei noduli di differente consistenza e possono essere sia solidi che cistici (a contenuto fluido). Possono appartenere a lesioni benigne (es. cisti epidermoidali, lipomi, ecc.) oppure maligne (es. linfonodi metastatici, sarcomi, ecc.). Estremamente importante è l’aspetto diagnostico (es. agoaspirato con esame citologico) prima del trattamento definitivo. Molto frequentemente richiedono il trattamento chirurgico di asportazione che nella faccia, quando possibile,  può essere eseguito dalla bocca per evitare cicatrici cutanee visibili.

Trattamento del carcinoma del cavo orale

E’ il tumore maligno più frequente della bocca. Origina dalla mucosa della varie strutture che la costituiscono come labbro, lingua, gengiva, guancia. E’ fortemente correlato all’abitudine al fumo e all’assunzione di alcolici, ma ulteriori stimoli irritativi ripetuti nel tempo (cronici) possono predisporre per questa patologia. A volte nasce direttamente come tumore maligno, a volte come evoluzione di una lesione definita pre-neoplastica che, sottovalutata nel tempo, può dare origine al carcinoma.
Si può presentare con aspetti differenti e spesso viene sottovalutato a favore di lesioni infiammatorie, afte o problemi dentali. Questo tumore tende ad infiltrare tutte le strutture circostanti, dare metastasi ai linfonodi loco-regionali e ad organi a distanza (es. polmone).
E’ una grave patologia la cui possibilità di guarigione è fortemente correlata alla diagnosi precoce e alla tempestività del trattamento. La chirurgia ha un ruolo fondamentale nel trattamento. Nei casi avanzati richiede un trattamento multidisciplinare (chirurgico-oncologico-radioterapico). La qualità della vita dei pazienti operati è fortemente correlata alla qualità della ricostruzione (ad oggi prevalentemente microchirurgica) che deve essere sempre eseguita al tempo stesso dell’asportazione del tumore.
Molto importante è il programma di controllo dei pazienti dopo il trattamento.

Trattamento dei tumori dei seni paranasali

Anche se non frequentemente, le fosse nasali ed i seni paranasali possono essere sede di tumori. I tumori benigni sono rari.  Quelli maligni, più frequenti, hanno una forte correlazione con il fumo e con l’inalazione di polveri e sostanze chimiche. La maggior parte è rappresentata da carcinomi e adenocarcinomi. Spesso il primo segno è la perdita di sangue dal naso.
Il trattamento chirurgico può essereaperto” o “endoscopico” a seconda delle caratteristiche del tumore e della sua estensione. Nei casi gravi è prevedibile il trattamento multidisciplinare del team oncologico.

Trattamento dei tumori maligni ossei

I tumori che originano nell’osso sono più rari di quelli dei tessuti molli. Gli istotipi maligni, più rari dei benigni, appartengono perlopiù ai sarcomi. Si tratta di patologie molto aggressive e gravi, spesso con un esordio subdolo confuso con problemi di origine dentale. Possono presentarsi anche nei bambini.
Spesso richiedono il trattamento chirurgico demolitivo e ricostruttivo associato a procedure complementari come chemioterapia e radioterapia.

Trattamento dei tumori benigni delle ossa mascellari

Si tratta di tumori più frequenti di quelli maligni. Maggiormente rappresentati a livello mandibolare.
Gli istotipi sono molto numerosi; quelli di origine odontogena (dai tessuti dentali) sono più rappresentati rispetto a quelli di origine non odontogena. Perlopiù asintomatici, soprattutto nelle fasi iniziali, vengono spesso riconosciuti occasionalmente durante i controlli radiologici odontoiatrici. Spesso confusi con lesioni cistiche ossee.
Il trattamento è sempre chirurgico e spesso richiede l’applicazione di contemporanee procedure di ricostruzione con innesti o lembi ossei. Necessitano di un’attenta procedura diagnostica preoperatoria per programmare correttamente l’intervento definitivo in quanto le tecniche possono essere differenti.
In alcuni casi, il mancato o incompleto trattamento può favorire la trasformazione di tumori odontogeni benigni (es.
ameloblastoma) in maligni (es. carcinoma ameloblastico)

Trattamento delle cisti mascellari e mandibolari

Le cisti sono delle lesioni osteolitiche patologiche costituite da una capsula di tessuti molli a contenuto liquido in progressivo aumento di volume. La maggior parte è di origine odontogena (dentale) legate alla permanenza prolungata di infezioni croniche di denti non curati o trattati in modo incompleto, oppure alla presenza di denti inclusi (soprattutto denti del giudizio e canini). L’espansione della cisti è generalmente lenta e graduale. Se non diagnosticata precocemente con controlli odontoiatrici, da segni di se per infezione, deformità dell’osso coinvolto, mobilizzazione dei denti. Le cisti non odontogene sono meno frequenti e possono coinvolgere i denti secondariamente. Il trattamento è sempre chirurgico ed è importante un inquadramento diagnostico preoperatorio corretto perché possono essere confuse con i tumori ossei.