CHIRURGIA DELLE GHIANDOLE SALIVARI

Le ghiandole salivari maggiori (parotide, sottomandibolare e sottolinguale) e minori (piccole ghiandole salivari nella mucosa della bocca) possono essere colpite da patologia tumorale benigna, maligna, calcoli o da lesioni infiammatorie. Principalmente viene coinvolta la parotide di donne tra i 30 e 50 anni, ma nelle altre sedi le patologie possono verificarsi a tutte le età.
La Chirurgia Parotidea è fortemente vincolata dalla presenza del nervo facciale, nervo cranico che si occupa del movimento dei muscoli mimici facciali. Questo nervo deve essere conservato nel trattamento della patologia benigna, mentre può essere necessario il suo sacrificio nella patologia maligna e quindi richiedere una ricostruzione microchirurgica immediata.
Estremamente importante è la diagnosi differenziale preoperatoria tra le varie lesioni per definire il corretto trattamento.

 

Trattamento dei tumori parotidei benigni

Sono i più frequenti coinvolgono prevalentemente la ghiandola parotide.
Il tumore più frequente è
l’adenoma pleomorfo ma possono essere riscontrati altri istotipi (es. cistoadenolinfoma, mioepitelioma, ecc.). Questo tumore in particolare ha una lenta evoluzione ed è asintomatico: dà segni di sé come rigonfiamento in regione parotidea, a volte al davanti dell’orecchio, a volte verso il collo, a volte verso la guancia.
Molto importante la diagnosi preoperatoria con esame citologico. Il trattamento dell’adenoma pleomorfo è sempre chirurgico. Si eseguono incisioni estetiche (spesso come il lifting facciale) e la sua asportazione deve essere completa, mantenendo l’integrità del tumore per evitare che si ripresenti in futuro. Il nervo facciale viene conservato. E’ da preferire il trattamento per lesioni di piccole dimensioni. Per grosse lesioni presenti da tanto tempo va considerata anche la possibilità di una trasformazione in un tumore maligno (carcinoma in ex adenoma pleomorfo).

Trattamento dei tumori parotidei maligni

Meno frequenti di quelli benigni. I più rappresentati sono il carcinoma adenoidocistico e il carcinoma mucoepidermoide. Sono patologie che possono avere differenti gradi di aggressività.
Le forme iniziali e a basso grado di malignità possono mimare l’aspetto e la condizione clinica di una lesione benigna per cui è estremamente importante eseguire una diagnosi in tempi brevi, prima di definirne il trattamento.
Le forme ad alto grado infiltrano i tessuti circostanti, danno paralisi facciale, metastasi ai linfonodi del collo e possono dare metastasi a distanza.
Nelle forme a basso grado il trattamento è solo chirurgico, nell’alto grado alla chirurgia può essere associata la radioterapia o radio e chemioterapia. La prognosi dipende da grado, stadio ed efficacia del trattamento.

Trattamento dei tumori delle ghiandole salivari minori

Sono piccole ghiandole salivari presenti nella mucosa di tutta la bocca. Vengono interessate prevalentemente da tumori maligni di cui il carcinoma adenoidocistico è il più rappresentato.
Le localizzazioni principali sono a livello del mascellare soprattutto sul palato. Spesso asintomatici nelle fasi iniziali possono mimare lesioni benigne.
Estremamente importante eseguire una diagnosi prima del trattamento. A volte vengono confusi con problematiche infiammatorie dentali. Il trattamento è chirurgico, ma può essere associato a ulteriori trattamenti come la radioterapia o radio-chemioterapia.

Trattamento della ranula e del mucocele

La ranula è una cisti da ritenzione che coinvolge soprattutto la ghiandola sottolinguale. Nel suo interno si accumula saliva densa per ostruzione del dotto escretore della ghiandola. E’ riscontrabile anche nei bambini e si manifesta come un rigonfiamento del pavimento orale, sotto la lingua, soffice e fluttuante. Normalmente non fa male e tende ad aumentare gradualmente di volume. A volte si rompe spontaneamente con la fuoriuscita di liquido denso, limpido e filante. Necessita di trattamento chirurgico.

Il mucocele riguarda principalmente le ghiandole salivari minori che, per ostruzione del dotto escretore, mantengono nel loro interno la saliva prodotta che tende a concentrarsi. Hanno un aspetto e un’evoluzione clinica simile alla ranula, ma si localizzano prevalentemente a livello del labbro inferiore e sulle guance. Necessitano di trattamento chirurgico.

Trattamento dei calcoli salivari e delle scialoadeniti

Le ghiandole salivari maggiori possono essere soggette a calcolosi. La formazione di concrezioni calcifiche all’interno dei dotti salivari principali o secondari, soprattutto delle ghiandole sottomandibolari e parotidi, provoca un ristagno della saliva prodotta con un aumento della pressione. A questo consegue un rigonfiamento della ghiandola interessata con dolore che aumenta in corrispondenza dei pasti, cioè quando lo stimolo alla produzione di saliva aumenta.
Il ristagno prolungato di saliva e la permanenza dei calcoli portano facilmente alla formazione di infezioni ghiandolari chiamate scialoadeniti.
Quando si verifica un unico episodio senza evidenza radiologica di calcoli, si tratta in modo medico.
Quando gli episodi si ripetono e si evidenziano calcoli, il trattamento è chirurgico.
Per calcoli molto periferici può essere sufficiente l’asportazione del calcolo dal dotto principale, per calcoli centrali soprattutto se multipli e per scialoadeniti croniche è necessario asportare completamente la ghiandola.