LESIONI NERVOSE E PARALISI FACCIALE

Le paralisi della muscolatura facciale possono essere dovute a numerose cause tra cui quelle traumatiche sono le più frequenti. Queste comportano una perdita funzionale completa o parziale della muscolatura mimica facciale che può essere transitoria o definitiva. Quest’ultima condizione giova del trattamento chirurgico volto a correzioni statiche o dinamiche, restituendo al volto l’estetica, la mobilità, la simmetria. La scelta del tipo di trattamento dipende fondamentalmente dalla causa e dal tempo intercorso dalla lesione.
Ulteriori lesioni nervose a livello della bocca possono essere verificabili come complicanze di interventi chirurgici eseguiti in questa sede. I più frequentemente coinvolti sono nervi sensitivi come il linguale e l’alveolare inferiore. Il primo raccoglie la sensibilità della lingua; il secondo quella della mandibola compresi i denti ed il labbro superiore. L’alterata funzione di questi nervi comporta difetti di sensibilità: la perdita di sensibilità di metà lingua o di metà labbro inferiore è estremamente disagevole. A seconda dei casi il trattamento può essere medico o chirurgico. Quando si interviene spesso si ricorre a procedure di ricostruzione nervosa.

 

Traumi nervosi

I nervi che più frequentemente richiedono interventi riparativi sono il facciale, linguale e alveolare inferiore. La causa principale di danno a questi nervi è quella traumatica. Questa include anche i danni iatrogeni, cioè quelli conseguenti a trattamenti medico chirurgici. Un danno documentato di questi nervi richiede un trattamento ricostruttivo il più precocemente possibile, per ottenere il miglior risultato possibile. E’ molto importante lo studio accurato dei singoli casi per definire il corretto trattamento e una previsione dei tempi di recupero. Un nervo ricostruito richiede mesi prima di riprendere a funzionare e la funzione residua può presentare dei limiti.

Paralisi facciale

In condizioni di assenza di movimento si può rendere più armonico l’aspetto estetico con un miglioramento anche funzionale sulla contenzione labiale e sulla protezione oculare, senza il ripristino del movimento dell’area trattata. Si tratta di interventi più leggeri rispetto alle correzioni dinamiche che spesso danno comunque un’ottima soddisfazione ai pazienti.
Per ripristinare invece il movimento delle aree del viso colpite da paralisi per danno del nervo facciale è necessario distinguere le paralisi acute (presenti da poco tempo) da quelle inveterate (presenti da più di un anno). Nelle prime è possibile riutilizzare il nervo facciale lesionato con tecniche di reinnervazione perché nel breve termine il nervo è in grado di ricolonizzarsi con nuove fibre ed il muscolo residuo di riprendere la sua funzione sotto lo stimolo nervoso. Nelle seconde, dopo un anno senza attività, il nervo residuo degenera completamente ed il muscolo va incontro ad un’atrofia inesorabile per cui è necessario sostituire sia il nervo che il muscolo. Il trattamento delle paralisi acute è rappresentato da tecniche chirurgiche orientate al ripristino della funzionalità del nervo danneggiato, mentre per quelle inveterate si ricorre al trasferimento di nuovo muscolo dotato di innervazione propria.